Lettera di saluto della dirigente scolastica Vilma Petricone

Cari ragazzi

oggi con voi chiudo la mia vita lavorativa con un po’ di commozione e tanta nostalgia. Tanti anni passati in fretta, tante straordinarie esperienze che mi hanno portato a considerare il lavoro - prima di docente e poi di dirigente - come uno tra i più belli e a vivere con entusiasmo il mio rapporto con voi studenti, a mettervi sempre al centro delle mie scelte perché voi siete l’anima e il motore della scuola. Senza di voi la scuola non ci sarebbe. Ed è in questa prospettiva che ho cercato di operare per fare di voi tante “teste pensanti” attraverso attività, progetti, occasioni di studio e di realizzazione personale e collettiva. Ho sempre amato la scuola, questa scuola e la nostra città. Fin dagli anni ’90 dirigendo le scuole elementari e poi dal ben lontano 2002 alle scuole superiori, ho cercato di sviluppare la scuola attraverso nuovi corsi di studio (turistico – agrario) poi passata al liceo ho intercettato le esigenze di chi voleva dedicarsi a uno sport con il liceo curvatura sportiva e ancora con le curvature teatrale – musicale, linguistico, la classe 3.0, il potenziamento fisico – matematico. Ho cercato sempre, per quello che mi è stato possibile, di ascoltarvi, di capirvi, di essere la Vs. voce e rappresentare le Vs. esigenze con la consapevolezza che la scuola è fatta da voi ed è per voi. Ho cercato di stimolare, insieme a tanti docenti, preparati e sensibili, la vostra curiosità, la vostra creatività, il vostro talento trasformando la scuola in una casa accogliente che vi permettesse di stare bene utilizzandola al meglio. Ho cercato di aprire la scuola alla città, al territorio per permettervi di avere una formazione centrata sulla concretezza delle scelte di vita, sul confronto costruttivo, sull’approccio critico alla realtà. Anche il viaggio, l’incontro, la comunicazione, l’internazionalizzazione sono stati motivi ricorrenti del mio lavoro per voi; scambi, gemellaggi, soggiorni linguistici, alternanza scuola lavoro all’estero, Erasmus hanno caratterizzato il mio percorso nel forte desiderio di offrirvi opportunità, responsabilità, visione del mondo ampia e solidale.

Chiunque prenderà il mio posto non potrà che riconoscere la vostra forza, il vostro impegno e il valore delle iniziative intraprese (penso ai dibattiti, al volontariato, alla notte del classico, al talent, ai murales, al giorno delle memoria, LIBERA e anche alla partita finale momento di forte coesione ed identità).

ORA però vi voglio solo ringraziare tutti perché avete fatto parte della mia vita e sebbene da settembre mi dedicherò con più tempo ai miei interessi e alla mia famiglia, non posso negare che mi mancherete; mi mancherà dirvi “Buongiorno” ogni mattina, farvi la ramanzina quando vi incontro ai distributori o arrivate in ritardo, mi mancherà ascoltare le vostre piccole o grandi storie e anche i vostri dolori.

Vi chiedo scusa se non sono riuscita a fare tutto quello che avevo in mente di fare per voi e per la nostra scuola, ma il tempo corre veloce anche se ancora molte sono le idee che popolano i miei sonni notturni.

Vi lascio ma continuerete a far parte del mio vissuto, della mia storia, della mia vita. Racconterò di voi ai miei nipoti; vi voglio bene perché siete la nostra speranza, il nostro futuro e vi porterò sempre nel cuore. Ora andiamo insieme alla partita e mi raccomando… quando mi incontrerete salutatemi e, se vi va , abbracciatemi pure: io vi abbraccio tutti e vi voglio ritrovare adulti forti, onesti e consapevoli così come ho cercato di farvi diventare in questi anni intensi e meravigliosi.

GRAZIE a tutti                                  

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